Cuore e Ratio
Una fanciulla di nome Cuore viveva in un castello, nella
torre, era sempre vegliata dal fratello Ratio che per
proteggerla non le permetteva di andare in giro per il
mondo.
La fanciulla desiderava cogliere la vita e non restare in
quello spazio angusto,voleva danzare, respirare la gioia e
poter correre sui prati.
Una notte che il fratello era addormentato, senza farsi
scoprire la fanciulla sgattaiolò via e senza una meta si
mise in cammino.
La ragazza era senza difesa alcuna e se vedeva chi soffriva
in sè erano trafitture profonde, se vedeva la gioia in chi
era allegro, ne prendeva una parte e la regalava ad altri.
Molte persone si radunarono e le chiedevano di regalare
quella gioia, di non trattenerne per sè.
La giovane donna era stranamente esausta e si sentiva
svuotare, da lei fuoriusciva un'energia potente e non sapeva
come fare per guidarla, la sovrastava e una goccia era per
lei oceano, non sapeva trattenersi ed era strumento per
quell'energia che la guidava.
Il fratello si svegliò e non trovando la sorella,
preoccupato per la fragilità, per l'inesperienza comprese
che non avrebbe dovuto trattenerla in quella prigione, era
necessario trovarla per insegnarle ad essere in grado di
difendersi da sola.
Dopo tanto vagare, finalmente la trovò, addormentata,
sfinita, ai piedi di un albero. La svegliò e lei era felice
di ritrovarlo,scoppiò in lacrime e disse che si sentiva
senza protezione da quando era fuggita dal castello.
Il fratello le insegno a non dare tutto a chiunque ma a
raccogliere sempre un serbatoio di energia per sè, uno
spazio di silenzio per gioire, danzare, respirare vita,
senza disperdere tutto.
Le disse che anche la pioggia, colta dall'oceano e che
saliva al cielo era felice di precipitare ed irrigare i
campi, goccia a goccia, ma che aveva sempre l'opportunità di
chiedere aiuto al sole, al vento, per essere nuvole e poi
preziose gocce d'amore.
La ragazza abbracciò il fratello e comprese che non avrebbe
mai potuto fare nulla da sola, che tutto è legato da forze
sottili e che non doveva disperdere nulla ma che da quelle
gocce, se il terreno era fertile, potevano nascere germogli
dai semi che avrebbero avuto la forza della vita.