Il lupacchiotto

La mattinata era quasi trascorsa e nella tana,in un bosco fitto che confinava con un piccolo villaggio erano rimasti la lupa Shamy e i piccoli Tao e Gray del padre il grande ed orgoglioso Smoke non si avevano ancora notizie. Da quando il villaggio era nato sui lupi si raccontavano tante storie troppe di cattiveria,come se i lupi volessero sempre fare del male, in realtà era la legge della sopravvivenza,leggi i lupi ne avevano tante e esisteva anche quella della solidarietà e del branco. Shamy cominciava ad agitarsi,mai il suo compagno aveva ritardato tanto, i piccoli avevano fame e tra poco non avrebbero resistito,era suo compito trattenerli nella tana e soprattutto proteggerli dai pericoli,da quando l’uomo era tanto vicino il pericolo era maggiore Doveva però cercare il suo compagno, forse era lui ad essere in pericolo. Disse ai suoi piccoli di non muoversi dalla tana per nessuna ragione e di tacere affinché potesse trovare il loro padre. I piccoli promisero e lei con il cuore gonfio di ansia si allontanò. Il piccolo Tao che era il più vivace cominciò a mordicchiare Gray sul collo,voleva mostrare la sua forza ed il suo coraggio come un giovane guerriero.
Una farfalla colorata distrasse i suoi giochi,sembrava chiedere di essere seguita,Gray si era addormentato,lui invece voleva ancora giocare così seguì quella farfalla. Un salto…e…fuggita,meglio riprovare. Ecco un salto più veloce, nulla da fare,quella farfalla era furba e capace di volare sugli alberi dove lui di certo non sapeva andare. Troppo tardi quando si accorse di essere lontano dalla protezione della sua tana,ma mamma dov’era?Quando torna? Nel bosco qual giorno Paolo era con suo padre,era sabato e potevano fare la loro gara di raccolta di funghi e fragole e more,per loro quello era un momento magico,un modo di stare insieme dal momento che suo padre lavorava tutta la settimana e non poteva stare con lui. Paolo sentì guaire nel bosco,era proprio lì vicino,qualcuno piangeva e aveva bisogno d’aiuto,strinse la mano a suo padre,chiese se anche lui sentisse piangere. Lo videro in un cespuglio un esserino tremante,spaurito. Paolo lo voleva portare a casa,suo padre disse di essere prudenti, sua madre poteva essere nelle vicinanze,sarebbe stato un pericolo. Attesero. Trascorse del tempo e nulla accadeva,nessuna lupa nelle vicinanze. Quel giorno invece di funghi o fragole tra le braccia di Paolo un musino cercava conforto. Padre e figlio si avviarono in cucina e dopo un po’ in un piatto fu pronta una zuppa di pane e latte che il piccolo lupo divorò in un attimo,poi una vecchia coperta divenne culla per il riposo di Tao ormai sfinito. Shamy e Smoke erano di ritorno a casa,lui ferito e lei pronta alla difesa,preoccupata per i suoi piccoli si accorse che Tao era sparito,dove era andato? Non perse tempo e lasciato il compagno a riposare nella loro tana andò alla ricerca delle tracce. Venne condotta ad una casa confinante con il bosco, l’odore dell’uomo,del cucciolo d’uomo del suo Tao erano netti,suo figlio era lì. Restò a distanza ed emise un richiamo. In casa si sentiva ululare,proveniva da fuori, Tao si svegliò e Paolo e suo padre erano felici che la mamma di Tao fosse riuscita a trovarlo, lui era una creatura del bosco e solo lì sarebbe stato felice. Il giovane lupo era felice e scodinzolava, guaiva verso la porta che dava nel bosco, la sua mamma era arrivata,lo aveva trovato! Paolo aprì la porta e il piccolo Tao gli leccò le mani,fece le feste anche al padre di Paolo, aveva trovato due amici speciali ma ora era il momento di andare. Corse da sua madre e si voltò indietro, anche la mamma lo fece ed emise un ululato di riconoscenza,non tutti gli umani erano cattivi come era stato raccontato e lei e il suo piccolo lo avevano scoperto quel giorno. Nel cuore del piccolo uomo e in quello del piccolo lupo ora era presente un legame speciale. Arrivati alla tana c’era una nuova storia da raccontare, e Tao raccontò sempre che nel cuore di alcuni uomini ci sono le stesse leggi del branco,della solidarietà e del rispetto dei deboli da proteggere

 

 

 

 

 

 

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