
Il nome che attendevi
Occhi scossi
e incanto
di tempi perduti
dove nulla esiste
oltre il pianto
d'anime in ricerca
Sorrisi e vacuità
lasciati alle spalle
come formicai
che non nutrono l'anima
come le mosche d'un incubo
che non rivela il senso
Dimmi straniero dei tuoi passi
e se senti ancora il suono
d'un respiro che oltrepassa
questo denso silenzio
e che cosa trattengono le tue mani
Dimmi cosa cerca
quella tua voglia di capire
e se avrai la forza
di scavare ancora
dentro la tua anima stanca
che non conosce la povertà
di chi non possiede nulla
Io ci sarò
come lampada nella notte
come attesa di pioggia
dopo la lunga siccità
e mi riconoscerai
semplicemente
come l'odore di casa
Sarò il nome che attendevi
e non è sorte quel destino
che hai costruito
spalancando consapevolezza
a quel che sei
Sarò vita oltre misura
per portare pace
dentro lo scavo di occhi
che non vedevano
la luce che abbraccia
senza nulla chiedere
allargando il confine
della tua verità



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