< Lampi improvvisi >

- Pensieri estemporanei traccia di un percorso interiore -

 

La stessa ricerca

Ci sono cose lungo il percorso della vita che ci indicano una via da seguire; molte le titubanze ,ma a volte si coglie la sensazione che qualcosa possa essere utile per non inciampare .

La presenza degli altri è utile per un confronto che chiarisse quello che da tempo si avverte;per averne conferma .
Essere con gli altri è come un viaggio - tappa dopo tappa - che può dare un rinforzo a quelle cose che si erano scorte ma non si era del tutto sicuri sulla loro validità .

Ho avuto l'opportunità di riflettere ; di trovare un confronto perchè nessuna orma lascia realmente un segno se non ci si misura con l'altrui sentire e quell'orma è un percorso comune .

Quante volte si potrebbe credere di stringere una " verità" ed invece si alimenta un'illusione;
Importante allora una guida,la chiarezza nelle indicazioni e quella porta che si apre di fronte ad un universo;lo stesso che è in noi .

Portare il nostro meglio è accompagnare chi con noi cammina con nel cuore la stessa ricerca.

Aquiloni

A volte vorrei che potessimo diventare come aquiloni, capaci di vedere le cose da una diversa prospettiva; che portando con noi altre persone, si possa insieme comprendere che tutto quello che appariva in un modo, in realtà, era diverso. Si, non è facile...

Ma se sai conservare; malgrado tutto, i tuoi colori ,la tua leggerezza; se sai addomesticare il vento, avere resistenza anche di fronte a chi cerca di spezzare il tuo filo di speranza, a chi cerca di trattenerti troppo o non sa comprendere dove sia il tuo posto e ti vorrebbe con un filo troppo corto...
Comprendi che è meglio combattere contro il vento, che ormai conosci, che contro chi, invece di volare con te, cerca di trattenerti da quel filo.
 

Seminatori


Siamo noi stessi che caduti nella dualità separiamo più che unire;
giudichiamo più che accogliere e questo muro invisibile;
questa protezione è in realtà la nostra stessa prigione.


Trovare il proprio Sé, la capacità di non fuggire
seguendo la mente che distorce e distoglie dal suono del silenzio;
dalla nostra armonia, è poter raccogliere quel prezioso tesoro
che abbiamo seppellito nel nostro giardino ed andiamo a cercare altrove:
non serve un intellettualismo sterile; non servono nozioni che confondono;
serve il coraggio di ascoltarsi, di allargare il cuore e manifestare quel
che per troppo tempo è stato soffocato.

Questo è da " seminatori " instancabili che, semplicemente
vedono oltre le apparenze ed amano il viaggio della Vita;
spargono il seme d'Amore perché è quanto sentono.
Non cercano gratificazioni; poteri e abilità;
la vera via è spogliarsi di condizionamenti; di artifici ed essere
se stessi senza timore.

Il sentiero siamo noi ...

Briciole


E' la nebbia dell' ego a nascondere antiche esperienze;
importanti insegnamenti; qualora siano stati acquisiti;
oppure ci sarebbe da ritenere che chi non avesse ancora un
atteggiamento empatico e tendente verso gli altri; in
realtà, abbia ancora molto cammino da fare. A che
servirebbe biasimare gli altri o emarginarli quando se ne
cogliessero i limiti? Non è forse di chi ha maggiore
cammino il prendersi cura degli altri tendendo la mano?
Discriminare, giudicare, mettere da parte non è tanto
diverso da quel comportamento che si attribuisce a chi non
si vedesse proprio pari. Gettare la cenere in aria è
ricoprirsene, offuscando la vista ed il cuore. Dove allora
quel dichiarare; a parole, concetti positivi se poi si
divide con il pre-giudizio e si restasse nella dualità?

Non siamo forse tutti parte dell'Uno e ogni creatura è come
noi? Ogni giudizio è frammentarci in mille parti e non far
combaciare le parole ai fatti. Perchè temiamo l'ombra che
altri proiettano sentendoci superiori ad essa? Oppure,
facendo il confronto con quel che altri raccolgono lungo il
cammino; frutti seminati con sudore; perchè si avrebbe la
pretesa si sentirsene proprietari?

Perché siamo illusi di aver sciolto la nostra ombra; ma la
mente inganna e ci fa credere; nella sua illusione, di aver
superato quello che in realtà abbiamo insabbiato. Ben
vengano le prove, il confronto con le esperienze che
seppure appaiano come attacchi esterni o dolore; sono il
banco di prova per la nostra raggiunta maturità. Ci
colpiscono realmente? Se questo accade significa che siamo
ancora con i ceppi ai piedi; quell'attaccamento ci radica
al terreno. Nulla accade per caso e la vita stessa; o le
nostre scelte non ricordate, sono quanto possa essere utile
per trovare saggezza e sgretolare residui di ego.

Nessun cammino è facile; non è stringendosi all'orgoglio e
all'ego che si possa andare più avanti. Si dovrebbe
rispetto alle altrui scelte; anche le cadute se queste
fossero necessarie; risollevandosi dalla polvere infatti,
si potrebbero avere di fronte nuove opportunità. Nessuno è
immune da questo percorso e se oggi siamo "santi", un tempo
eravamo "demoni", perchè mai giudicare? Sarebbe più utile
allungare la mano senza giudizio che indossare vesti che si
sporcano solo per quell'aria di superiorità che allontana...

Combattere contro se stessi; senza avere altri "rivali" è
la vera conquista e la lezione più importante che si possa
apprendere... E' in noi l'opportunità e la capacità di
cogliere queste briciole di verità.
 

Il dolore insegna


Il dolore è ago della bilancia che sappia indicare le nostre aspettative, gli attaccamenti e quello a cui non sappiamo rinunciare. Il dolore è a volte rivestito d'orgoglio ; di quel sentirsi non rispettati o ascoltati. Il più grande dolore è la consapevolezza della nostra morte, della finitezza del nostro corpo; la malattia e quella di chi ci è caro; il dubbio di perderlo o di perderci senza poter più godere di beni materiali o quell'amore che conosciamo. Ma la nostra vita non è solo materia, non è solo quello che resta nella memoria di chi ci ama: abbiamo un percorso interiore, un significato, un'opporetunità di crescita interiore che ci possa condurre a fare per noi stessi e per gli altri un miglioramento che sia capace di incidere il senso del nostro passaggio qui. Noi non restiamo sempre qui; siamo destinati a tornare " a casa" a lo faremo senza il peso di cose inutili ma con maggiore consapevolezza e ricchezza interiore se sapremo rendere produttiva la nostra vita.

 

 

Strumento d'amore

Quale più grande vittoria se non quella
di comprendere che attraversato il deserto di se stessi
si possa proseguire il viaggio verso la libertà
dalla schiavitù che lega a falsi idoli?
Ma è solo il nostro impegno ; il cuore aperto agli altri
a fare di noi scoperta di vita.
A permetterci di veedere oltre le apparenze
in un cammino di evoluzione interiore.
In noi il ricettacolo per accoglie la spiritualità
e farci strumento d'amore.

Perdono tra Oriente ed Occidente.


Per-dono: fare dono
di qualcosa, il lasciare andare sentimenti che tengono
legato qualcuno e la sua ombra oltre il tempo dell'azione
che ha ferito, che ha sconvolto l'esistenza ha una diversa
valenza in Oriente e in Occidente.

Non si potrebbe pretendere di essere compresi, non tutti
sono capaci di capire in cosa e in che misura si possa
essere calpestati; non tutti saprebbero soffrire del male
arrecato; allora se chiedere scusa è provare disagio per la
sofferenza inflitta, con responsabilità e vera capacità a
non ripetere l'azione si coglie un frutto per la persona
che ha compreso. Ma chi sente con consapevolezza che
un'azione provoca una reazione può evitare di compierla.

Essere capaci - prima - è degli orientali; per gli
occidentali è un po' una sorta di cammino per tentativi ed
errori dove spesso si incappa nella ripetizione di azioni;
poi basta chiedere perdono e si crede di "sanare" una
situazione. Per orgoglio è difficile chiedere scusa,
accogliere le scuse... Ma quanto gioverebbe essere capaci
di non ferire e di essere com-passionevoli. Non è la mente
o l'abitudine a dover tracciare il nostro percorso, ma
quella parte che spesso non sappiamo ascoltare per timore
dei sentimenti: il Cuore.

 



Pensieri


Vedere le stelle, saperne ammirare il loro splendore
è permesso perché il buio le esalta.
Potremmo mai afferrare una stella se provassimo a guardarla
in uno stagno? Allungando la mano agiteremmo solo la superficie;
quell'acqua darebbe un'immagine spezzata e saremmo preda
della nostra illusione; la stella è sempre imperturbabile.

A che serve agitare pensieri, timori se non cambiassimo
una realtà che immota è quella che è?

I pensieri sono una ragnatela che creiamo; possiamo essere
il ragno che se ne serve per sopravvivere o la mosca che cade in trappola.
Potremmo renderli costruttivi o farne un cappio dal quale non saperci
più liberare. Una la scelta,l'opportunità e l'occasione:
saper smettere di ripetere pensieri inutili; frutto di illusioni e timori.

 

La trasformazione - tra dolore e rabbia

Non dovremmo credere di essere " indifferenti o spenti"
qualora non si provassero sentimenti forti; tra questi la rabbia.
Immaginiamo una miccia per una bomba inesplosa, senza
il nostro consapevole atteggiamento che ci conduca alla radice
della stessa rabbia, cosa sarebbe.
Ecco il valore dell'analisi e della meditazione; perché accade di provare
rabbia? Cosa ci si aspettava e non accade? Immagina se poi
quella forza si potesse tramutare nella consapevolezza che tutti siamo
inter-connessi e se il dolore che si prova non ci trovasse come unici
sofferenti ma sia "bene comune" (alla luce della trasformazione)?
Ecco un mezzo per compartecipare alla vita degli altri., ed
attraverso il nostro atto evolverci.


L'altalena della vita

Ed è viaggio
tra inciampi del passato:
proiezioni di una mente che divora.
Paracadutati istanti di leggerezza
per trovare di nuovo un silenzio
che non offre risposte.

E' l'altalena della vita;
un percorso tra paradigmi interiori
e quel significato di ricerca nella struttura
esterna del presente.


Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l'essenza delle lezioni da imparare; che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l'opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l'opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno; questa vita da leggere attraverso l'esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione.
Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci.
Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri; lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna.
Mi viene in mente la frase del buddismo :"Se incontri il Budda per strada...uccidilo!",rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell'insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi... Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.


La nostra responsabilità

Siamo noi la pietra angolare del nostro cammino; la capacità di abbattere i condizionamenti e le paure;
l'opportunità di toccare la radice del nostro essere e manifestare quel che è l'essenza e il significato del nostro esistere. Non legati alle apparenze, al possesso di beni, al desiderio di mostrare quel che non siamo dietro ad una maschera che ci renda sapienti: il primo passo è comprendere che non sappiamo nulla e si deve partire da zero; da quella scoperta interiore che nasce dall'ascolto sincero della nostra interiorità; dalla lealtà e capacità di migliorarci; dal saper amare incondizionatamente senza attenderci nulla che colmi le nostre frustrazioni.

Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non
esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi
stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la
potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere
il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli
altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di
porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento
e comprendere. Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev'essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un'immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo,
scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci
con noi stessi, per maturare, " lasciare andare" i nostri attaccamenti e le
incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro
essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle
paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l'opportunità di essere noi stessi, quell'essenza che ci abita,
piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi.

E' molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare
intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi
adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev'essere.

Mattino

Il mattino ha fatto capolino con il suo scandire il tempo: gli orari, il ritmo da seguire e di cui siamo parte,ma anche quello spazio interiore che possa offrire la nostra essenza che trascende il tempo stesso.
Da qualche parte, sul filo dell'infinito si formulano pensieri, idee, sentimenti e quanto possa forgiare un mondo non di materia ma di emozioni. Non sono molte le persone consapevoli di questo ed anche l'Arte ha la sua espressione, il suo condursi attraverso l'infinito per portare a noi, di questa finitezza, la Bellezza e il suo essere forza che comunica senza parole.

Ci sono degli attimi che vissuti portano oltre il confine di questo tempo e ti conducono a quella dimensione in cui sai che gli incontri non sono mai casuali, che quel che è in quella persona di fronte a noi è semplicemente specchio di noi stessi; non possiamo che essere lieti di questo scivolare in un eterno divenire che ci accompagna.

Alla ricerca di Pace - percorsi di riflessioni

Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni; attribuiamo " colpe" e crediamo
irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione
ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o " nodi" che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi l'opportunità di fermarci a cogliere cosa e perchè alimenti la nostra reazione di rabbia.
Perchè si ami attribuire colpe a " ologrammi" esteriori?

Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la " colpa" era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo.
Magari ci creedevamo e vedere come si attribuisse " colpa" agli oggetti ci faceva stare meglio.
Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore.
La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione; dal nascondere i veri motivi delle cose.
Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi " contro" ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che facciano gola, al potere che amplifichi l'egemonia e sempre a carico della vita di innocenti.
Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come " pulizia etnica" , come " genocidio", " olocausto," sono tra le più ignobili che l'umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un'inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equaminità.
Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra "pace " e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista ( parola forte che appare bellica) dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi.

La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell'amore, della saggezza e dell'equità. Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura; ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare " il nemico" dimostrando la propria forza.

Un'ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere; mezzi che sono lontani dall'abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità.

Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla; una forma di dispersione che non arriva neppure all'essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione.

Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine.

Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del " fare come gli altri", perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone " attive" - sentono il bisgno di essere presenti ad alzare la voce - a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti. Credo, semplicemente, che senza altrui suggerimenti, attivi con alzar di voci o apparentemente " passivi" e compassionevoli - senza alcun giudizio - perchè il dolore, la privazione e la violenza tocca tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un'altra. Tutti siamo uno, infatti, credo che si possa includere nella nostra via anche la capacità di " allargare il cerchio" del nostro non- dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s'espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d'olio effetti che incrinano armonia. Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità. Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per " moda" o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano ( è poi una soluzione la marcia di Pace?) è opportuno solo se si sente - lo si accoglie -da consapevoli; come per la pratica.


Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri sensienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori; se si arriva all'odio, al mancato dialogo - si è tutti sconfitti.
In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite.

In fondo tutti coloro che possono, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità, dare voce alla pace, possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace.
La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire - qui ed ora - energie al futuro nella via di trasformazione - dalle tenebre dell'ignoranza alla luce dell'Amore.

Noi possiamo!
 

Sfumature

Quante sfumature ha la vita? Quanto colore si perde per via?
Silenzi... attese di risposte e quella certezza che non arriva.
Ma davvero ascoltano, colgono nel profondo cosa si comunichi? No!
Cosa comprende chi ha un mondo diverso? Chi dentro di sè ha
un panorama differente?Se andiamo tutti in un sottomarino a vedere
il mare nei suoi abissi ( che dalla superficie non è concesso osservare);
un oblò per uno... malgrado si sia, immersi nella stessa pozione di mare,.
nessuno vedrà le cose ( i pesci, le alghe i giochi di luce) nello stesso modo.
Ecco, siamo palombari alla ricerca di una verità e poi...
Vorremmo che gli altri raccogliessero solo la nostra. Come pretendere
che accada? Magari siamo noi che, spostandoci da un oblò all'altro
possiamo scoprire che bellezza ci venga offerta e come ci possa arricchire.

Nel dualismo


E' nel dualismo che nascono le paure, il timore di non essere accolti per quel che siamo; eppure in tutti noi è la capacità di onestà verso noi stessi - la chiara Luce - che possa sostenere il nostro cammino; siamo noi che decidiamo di fermarci o avanzare recidendo i legami del dubbio e degli attaccamenti, siamo noi che, colmi di aspettative, ci ancoriamo ad un percorso sempre uguale.

Lavorare con responsabilità, ammettere i nostri bisogni, credere delle nostre possibilità - sopratutto sperare e vedere nelle piccole cose della vita le opportunità - è offrire a noi stessi, oltre il silenzio dell'ascolto interiore, la chiave per aprirci alla Luce.

Nulla è più importante della comprensione, del rispetto per se stessi e per gli altri e del lavoro che possa allargare i confini del nostro ego.

ci somigliamo tutti, pur essendo diversi; siamo diversi pur simili. Ogni esperienza letta attraverso il mezzo delle parole potrebbe essere parte di noi, lo stesso quel che trasmettiamo con lealtà ( poichè nessun filtro dovrebbe coprire la nostra essenza) è lo specchio in cui far riflettere chi accogliamo.

Nessuno avrebbe la capacità di leggere ogni cosa, ma il poco di cui è capaci, se sa rispettare gli altri è sempre un seme che, se trova terreno adatto; germoglia fiducia e presenza.

 

 

 

 

 

 

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