La ricerca di consapevolezza
una forte necessità,
non deve essere coperta dalle solite pubblicità consumistiche che ci
ingannano e ci fanno credere che Natale perfetto è solo se si ha
qualcosa di ambito sotto l'albero.
Meglio rinunciare ai regali e riflettere, offrire un contributo a
delle serie associazioni umanitarie che possano aiutare chi soffre.
Natale è un diritto di tutti, la festa dei bambini per antonomasia
deve rispettare l'infanzia abusata in tutte le forme, aiutare al
mantenimento di qualche bambino con le adozioni a distanza oppure
dare un contributo per la cecità nei bambini del terzo mondo perchè
mentre nostro figlio si annoia per quanti giochi gli
forniamo,dimenticandoci il dialogo e la giusta attenzione, altri
bambini fanno il soldato.
Dentro di noi sia ampio lo spazio di riflessione, la capacità di
apertura del Cuore perchè è attraverso la compassione che si
comprende cosa sia vivere davvero.
Dicembre 2007 Poetyca
Quale Natale?
Non ci sono parole adatte, l'orrore della guerra, il dolore e le
mutilazioni non hanno alcuna giustificazione.
Nessuno ha il diritto di uccidere in nome di nessuna causa.
L'amore, la compassione, la consapevolezza che si è tutti uguali
devono trovare posto nella culla del nostro cuore per far nascere
Amore.
Dicembre 2007 Poetyca
La
corona di Avvento fa parte della nostra antica
tradizione cattolica. Tuttavia non si conoscono le sue
vere origini. Sappiamo che le popolazioni germaniche
pre-cristiane usavano ghirlande con candele accese
durante i freddi e bui giorni di dicembre come segno di
speranza nel ritorno dei giorni caldi e soleggiati della
primavera. In Scandinavia, durante l'inverno, venivano
poste delle candele accese intorno a una ruota e si
offrivano preghiere al dio della luce per girare "la
ruota della terra" verso il sole allo scopo di allungare
i giorni e ristabilire il caldo.
Nel
medioevo i cristiani avevano adattato questa tradizione
e usavano le ghirlande di Avvento come parte della loro
preparazione spirituale al Natale. Dopotutto Cristo è
"la luce del mondo" che disperde le tenebre del peccato
e fa rifulgere la verità e l'amore di Dio (Gv 3,19-21).
Nel 1500 sia i cattolici che i protestanti avevano molti
rituali riguardanti la corona di Avvento.
Il
simbolismo della corona di Avvento è molto bello. La
corona è fatta di vari sempreverdi che stanno a
significare la continuità della vita. Questi sempreverdi
hanno un significato tradizionale che può essere
adattato molto bene alla nostra fede: il lauro significa
vittoria sulla persecuzione e sulla sofferenza; il pino,
l'agrifoglio e il tasso rappresentano l'immortalità; il
cedro forza e guarigione. L'agrifoglio ha anche uno
speciale simbolismo cristiano: le foglie acuminate ci
ricordano la corona di spine e una leggenda inglese
racconta di come la croce fosse fatta di agrifoglio. La
forma circolare della ghirlanda simbolizza l'eternità di
Dio che non ha nè inizio nè fine, l'immortalità
dell'anima e la vita eterna in Cristo. Anche le pigne e
le noci usate per decorare la corona simbolizzano la
vita e la risurrezione.
Le 4
candele rappresentano le 4 settimane di avvento. C'è una
tradizione secondo la quale ogni settimana rappresenta
1000 anni, le 4 candele significano quindi i 4000 anni
che vanno da Adamo ed Eva alla nascita del nostro
Salvatore. Il colore delle candele (tre viola e una
rosa) riflettono i colori liturgici di questo periodo.
Nella liturgia il colore viola indica penitenza,
conversione, speranza, attesa e suffragio. Si usa nei
tempi d’Avvento e di Quaresima. La candela rosa viene
accesa la terza domenica di Avvento detta Gaudete,
quando anche il sacerdote indossa paramenti rosa; la
domenica Gaudete è la domenica della gioia
perché i fedeli sono arrivati a metà dell'Avvento e
Natale è vicino. La progressiva accensione delle candele
simbolizza l'attesa e la speranza che circondano la
prima venuta di Ns Signore nel mondo e l'anticipazione
della sua seconda venuta per giudicare i vivi e i morti.
Quattro domeniche prima di Natale si accende la prima
candela e si recita insieme la preghiera. Ogni domenica
successiva si accenderà una candela in più. Un
adattamento moderno prevede una candela bianca al centro
della corona che rappresenta Cristo e che viene accesa
la vigilia di Natale. Un' altra tradizione prevede
invece l'uso di 4 candele bianche al posto di quelle
viola e rosa.
Il Natale
La festa di Natale
cade il 25 dicembre, ma le
tradizioni fanno cominciare la sua celebrazione prima del 25
dicembre. I riti e le usanze di Natale, partono con il
periodo dell'Avvento, nel quale un
calendario (calendario dell'Avvento) scandisce dietro tante
finestrelle, che partono dal 1 dicembre, il passare dei
giorni e l'attesa verso la Vigilia e
la festività. Dietro ogni finestrella, si può trovare un
pensiero, un regalo, una immagine natalizia, un biglietto di
auguri di Natale, una favola o una filastrocca natalizia,
una ghirlanda. Il Natale, porta con sè anche altre tradizioni a partire dalla decorazione
dell'albero
di natale, un abete e alla
creazione del
presepe.
La festa rimane, nonostante i
regali, Babbo Natale
e usanze sempre più consumistiche, la festa religiosa che
scandisce la nascita di Gesù
bambino. Nel periodo natalizio riflessioni e significati di
pace dovrebbero sempre accompagnare le nostre feste; in
tutto il mondo è augurio di bontà, serenità e felicità da
condividere con "tutti gli uomini di buona volontà".
Babbo Natale
Scopriamo come la tradizione, in
tutti i paesi del mondo, di fare regali ai bambini per
Natale si sia evoluta, arrivando alla figura di
Babbo Natale che porta doni
e regali di Natale nelle case.
Chiamato con diversi nomi Santa Klaus, Father
Christmas, Papa Noèl, Weithnachtsmann,
Babbo Natale, oggi incarna nell'immaginario dei
bambini il simbolo di dolcezza e generosità, con le sue renne e la sua slitta
Babbo Natale sfreccia nel cielo per portare regali a tutti i
bimbi buoni.
La storia di
Babbo Natale.
L’uso di fare
doni ai bambini in occasione del
solstizio d'inverno c'è sempre stato. Ma nel passato
i regali non li portava Babbo Natale. A
portare i regali ai bambini ci pensavano
gli elfi, gli angeli, le fate,
i Rè Magi, Santa Lucia, Gesù
Bambino, la Befana. La figura di Babbo
Natale si ricollega a San Nicola
di Mira e a Sanctus Nicolàus,
che operava già nel Medioevo. Per diventare ciò che
è attualmente, la leggenda e la storia di (Babbo
Natale - San Nicola) dovette arrivare negli States
al seguito degli immigrati olandesi e, infine, a New
York trovò Clement Clark Moore, che nel 1822 scrisse
per i suoi sei figli la poesia "A
visitfrom St. Nicholas" in cui lo
descriveva in vesti nuove.
Il successo fu immenso e
lui, con i nomi di Santa Klaus,
Father Christmas, Papa Noèl,
Weithnachtsmann, Babbo
Natale, diventò il più amato portatore
di doni e regali.
Babbo Natale è vecchio con
la sua lunga barba bianca ma giovane nel suo
entusiasmo, complice e paterno. Il suo vestito
rosso, ornato di pelliccia e il suo inconfondibile
berretto, ricorda quello degli gnomi e anche lui
porta un sacco (cornucopia). Babbo Natale saetta nel
cielo su un carro volante pieno di regali e doni
natalizi, ma poiché viene dal paese dei ghiacci, ha
una slitta trainata da renne,
mitica rappresentazione dell'inverno, in cui si
sommano e si accavallano folletti, santi, dei e rè.
Babbo Natale è buono e tollerante. Non c'è carbone
nel suo sacco e forse è proprio questo che spinge a
diventar migliori. Entra misteriosamente dal camino
o dalle finestre, provoca un pizzico di batticuore -
quel tanto che ci vuole - lascia i regali, ammicca e
se ne va.
San Nicola
Santa Claus
deriva dal nome latino
di San Nicola: Sanctus Nicolaus.
Nella prima metà del IV secolo d.C.
nella ricca città di Mira, in Asia
Minore, viveva un vescovo davvero molto
speciale, San Nicola, del quale, in
mancanza di notizie storiche certe, si
tramandano molte leggende. Scopri perchè
le origini di Babbo Natale sono fondate
anche sulla tradizione di San Nicola...
I regali di Babbo
Natale
Nel periodo natalizo
incontriamo anche altre due feste: la festa
dell'Epifania con la Befana e la festa di
Capodanno a sancire l'inizio del nuovo anno.
Caro
Babbo Natale...
Per
chi vuole scrivergli il suo indirizzo è:
Babbo Natale - Circolo Polare Artico - 0.
Risponde a tutti.
La casa di babbo Natale
- Si racconta che Babbo Natale viva al
Polo Nord e nella sua casa i folletti
confezionino e preparino i ragli di
Natale per i bambini buoni.
Le renne di babbo Natale
- le renne di Babbo Natale trainano la
sua slitta piena di regali di Natale, le
renne sono speciali in quanto possono
volare e permettere a babbo Natale di
compiere le sue consegne natalizie.
Pére Noel - Babbo
Natale in Francia
In lingua francese
Babbo Natale ha il nome di «Pére Noèl» ed è
raffigurato come un dolce vecchietto dalla
soffice barba bianca e dal sorriso dolce che
se ne va in giro appoggiandosi a un bastone
fatato con al termine una stella brillante.
I Re Magi e il
Natale in Spagna
I bambini della
Spagna ricevono i regali quando ormai le
festività natalizie sono terminate ed
esattamente il 6 gennaio, la festa che noi
chiamiamo dell'Epifania e in cui si
festeggiano los Reyes magas, ovvero i Rè Magi.
Santa Claus, Babbo
Natale in Inghilterra
Anche in Inghilterra
il Natale è una festa molto sentita. Babbo
Natale è rappresentato secondo la
tradizione, cioè come un dolce vecchietto
dalla lunga barba bianca con addosso panni
di un rosso vivido, bordati di pelliccia
bianca. Babbo Natale e
Santa Klaus
in Inghilterra.
Natale in
Svezia
Il Natale in Svezia, Babbo Natale e
Santa Lucia.
In Svezia,
come anche in alcune città del nord Italia, è santa Lucia a portare i regali
ai bambini. Lucia era una ragazza siciliana, che,
conosciuto il lieto annuncio del Vangelo, decise di
convenirsi alla religione cristiana. A quel tempo la
Sicilia era una colonia romana in cui imperversava
il paganesimo, con i suoi numerosi dei dell'Olimpo.
Lucia era figlia di un ricco nobile della città di
Si-racusa ed era, oltre che molto dolce e amorevole,
anche molto bella. I suoi genitori avevano deciso di
maritarla con un uomo importante, ma Lucia rifiutò
quel matrimonio, perché il suo sposo non era
cristiano e perché aveva deciso di dedicare la
propria vita al Signore. Questa decisione non venne
però rispettata dai suoi famigliar! e, anzi, iniziò
nei suoi confronti una persecuzione senza
precedenti, tesa a farle cambiare idea.
Quando fu certo che Lucia non si piegava al volere
altrui, ne rinnegava la propria fede. le vennero
dapprima strappati gli occhi e poi fu privata della
vita.
Da allora questa santa il giorno del suo martirio,
che è il 13 dicembre, porta doni ai
bambini buoni. In Svezia l'amore che i
bambini hanno per santa Lucia è molto profondo e
radicato. Durante il periodo natalizio si possono
vedere spesso delle piccole bambine bionde in giro
per le strade, con addosso una candida tunica e sul
capo una corona di candeline accese.
Babbo
Natale in Australia
Il Natale in Australia, un caldo
Natale al sole.
Le immagini tradizionali del Natale sono per noi
legate a paesaggi invernali di tranquille località
montane. Cosa sarebbe infatti il Natale senza la
bianca, soffice neve, senza le renne di Babbo
Natale, senza le sciarpe di lana e i guanti per
ripararsi dal freddo?
Eppure c'è chi il Natale lo
trascorre al caldo, in piena
estate. In
Australia e in tutti i Paesi
della fascia equatoriale, per esempio,
le temperature raggiungono in questo periodo i 30°,
cosicché le famiglie approfittano delle festività
natalizie per godersi le meritate vacanze al mare.
Sembra che non ci sia niente di meglio di un bei
bagno rinfrescante allo scoccare della mezzanotte di
Natale, per scacciare un po' l'afa e festeggiare al
fresco la nascita del Bambino Gesù. In Australia
esiste la figura di Babbo Natale che è molto simile
a quello americano: l'unica differenza è che, invece
di giungere con il suo carico di doni dal cielo e
poi infilarsi nei camini delle case, qui arriva
cavalcando le onde dell'oceano su un surf! La cena
di Natale di solito prevede il sacrificio di un
tacchino (per il tacchino alcune festività sono
proprio tristi: cosa farebbero senza di lui le
famiglie americane il giorno del Ringraziamento?),
oltre a prosciutto, carne di maiale arrosto e dolci.
Una attrattiva turistica è quella di organizzare
delle sontuose cene di Natale in riva al mare, per
esempio a Bondi Beach, una località a est di Sydney che in quel periodo
attira migliaia di persone.
La Befana
Le origini e la storia della Befana.
La Befana, (termine che è
corruzione di Epifania, cioè manifestazione) è
nell'immaginario collettivo un mitico personaggio
con l'aspetto da vecchia che porta doni ai bambini
buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua origine si perde nella notte dei tempi,
discende da tradizioni magiche precristiane e, nella
cultura popolare, si fonde con elementi
folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in
ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.
L'iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio,
un grembiule con le tasche, uno scialle, un
fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di
ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose
toppe colorate. Vola sui tetti a cavallo di una
scopa e compie innumerevoli prodigi. A volte, è
vero, lascia un po' di carbone (forse perché è nero
come l'inferno o forse perché è simbolo dell'energia
della terra), ma in fondo non è cattiva. Curioso
personaggio, saldamente radicato nell'immaginario
popolare e - seppure con una certa diffidenza -
molto amato. Fata, maga, generosa e severa... ma chi
è, alla fine? Bisogna tornare al tempo in cui si
credeva che nelle dodici notti fantastiche figure
femminili volassero sui campi appena seminati per
propiziare i raccolti futuri. Gli antichi Romani
pensavano che a guidarle fosse Diana, dea lunare
legata alla vegetazione, altri invece una divinità
misteriosa chiamata Satia (dal latino satiaetas,
sazietà) o Abundia (da abundantia).
La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze,
definendole frutto di influenze sataniche, ma il
popolo non smise di essere convinto che tali
vagabondaggi notturni avvenissero, solo li ritenne
non più benefici, ma infernali. Tali sovrapposizioni
diedero origine a molte personificazioni diverse che
sfociarono, nel Medioevo, nella nostra Befana. C'è
chi sostiene che è vecchia e brutta perché
rappresenta la natura ormai spoglia che poi
rinascerà e chi ne fa l'immagine dell'anno ormai
consunto che porta il nuovo e poi svanisce. Il suo
aspetto laido, rappresentazione di tutte le passate
pene, assume cosi una funzione apotropaica e lei
diventa figura sacrificale. E a questo può
ricollegarsi l'usanza di bruciarla.
Nella tradizione popolare però
il termine Epifania, storpiato in Befana, ha assunto
un significato diverso, andando a designare la
figura di una vecchina particolare.
Come
abbiamo avuto modo di vedere per le altre tradizioni
italiane che si svolgono in tutto l'arco dell'anno,
molte nostre festività hanno un'origine rurale,
affondando le loro radici nel nostro passato
agricolo. Così è anche per la Befana.
Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il
Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si
celebrava la morte e la rinascita della natura,
attraverso la figura pagana di Madre Natura. La
notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca
per aver donato tutte le sue energie durante l'anno,
appariva sotto forma di una vecchia e benevola
strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai
secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata
come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle
ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.
Prima di
perire però, la vecchina passava a distribuire doni
e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che
sarebbero nati durante l'anno successivo.
In molte regioni italiane infatti, in questo
periodo, si eseguono diversi riti purificatori
simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il
maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran
chiasso o si accendono imponenti fuochi, o
addirittura in alcune regioni si costruiscono dei
fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono
bruciati durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.
La Befana coincide quindi, in certe tradizioni, con
la rappresentazione femminile dell'anno vecchio,
pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo
periodo di prosperità.
Questa
festa ha però assunto nel tempo, anche un
significato lievemente diverso. Nella cultura
italiana attuale, la Befana non è tanto vista come
la simbolizzazione di un periodo di tempo ormai
scaduto, quanto piuttosto come una sorta di Nonna
buona che premia o punisce i bambini.
I bambini buoni riceveranno ottimi dolcetti e
qualche regalino, ma quelli cattivi solo il
temutissimo carbone, che simboleggia le malefatte
dell'anno passato. Il potere psicologico della
Befana sui bambini è quindi molto forte ed i suoi
aspetti pedagogici non vanno di certo trascurati.
In alcune
regioni, come il Lazio, la Befana è una figura molto
importante ed intorno alla sua festa si svolgono
importanti fiere culinarie, ma è anche l'ultimo
giorno di vera festa, l'ultimo in cui si tiene
l'albero di Natale a casa. Addirittura, in molte
regioni d'Italia, c'è l'usanza, anche tra gli
adulti, di scambiarsi dei regali più modesti
rispetto a quelli del 25 dicembre, oppure,
soprattutto tra innamorati, cioccolatini e
caramelle.
Filastrocca della Befana
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
viva viva la Befana!
Per farvi portare i doni dalla Befana c'è un
metodo infallibile: dovete appendere al
caminetto della casa (ma chi non ha un caminetto
può trovare un qual-siasi altro posto, vicino a
una porta o a una finestra) la calza
più grossa che avete: vedrete che la mattina
dell'Epifania la troverete riempita di doni di
ogni sorta!
La leggenda della Befana
Secondo il racconto popolare,
i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a
Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada,
chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinchè li seguisse
per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa
per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non
essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto
di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza
riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il
cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava,
nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a
tutti i bambini, per farsi perdonare.
La Tradizione della Befana
La Befana,
tradizione tipicamente italiana, non
ancora soppiantata dalla figura "straniera" di Babbo
Natale, rappresentava anche l'occasione per
integrare il magro bilancio familiare di molti che,
indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il
5 il 6 gennaio, passavano di casa in casa ricevendo
doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e
di un sorriso.
Oggi, se si indossano gli abiti della Befana, lo si
fa per rimpossessarsi del suo ruolo; dispensatrice
di regali e di piccole ramanzine per gli inevitabili
capricci di tutti. Dopo un periodo in cui era stata
relegata nel dimenticatoio, ora la Befana sta
vivendo una seconda giovinezza, legata alla
riscoperta e alla valorizzazione delle antiche
radici, tradizioni e dell'autentica identità
culturale.
Vangelo di Matteo sulla Venuta dei Re
Magi
"Gesù nacque a
Betlemme di Giudea, al tempo del re
Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a
Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re
dei Giudei che è nato? Abbiamo visto
sorgere la sua stella, e siamo venuti
per adorarlo". All'udire queste parole,
il re Erode restò turbato e con lui
tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi
sacerdoti e gli scribi del popolo,
s'informava da loro sul luogo in cui
doveva nascere il Messia. Gli risposero:
"A Betlemme di Giudea, perché così è
scritto per mezzo del profeta:
E tu, Betlemme,
terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo
di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele".
"Allora Erode,
chiamati segretamente i Magi, si fece
dire con esattezza da loro il tempo in
cui era apparsa la stella e li inviò a
Betlemme esortandoli: "Andate e
informatevi accuratamente del bambino e,
quando l'avrete trovato, fatemelo
sapere, perché anch'io venga ad
adorarlo".
"Udite le parole del re, essi partirono.
Ed ecco la stella, che avevano visto nel
suo sorgere, li precedeva, finché giunse
e si fermò sopra il luogo dove si
trovava il bambino. Al vedere la stella,
essi provarono una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino
con Maria sua madre, e prostratisi lo
adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e
gli offrirono in dono oro, incenso e
mirra. Avvertiti poi in sogno di non
tornare da Erode, per un'altra strada
fecero ritorno al loro paese" (Mt., 2,
1-12).
I Re Magi
Nella tradizione cristiana i
Re Magi sono magi. La parola 'mago' che si usa per
indicare questi personaggi non va identificata con
il significato che oggi noi diamo. Il vocabolo
deriva dal greco 'magoi' e sta ad indicare in primo
luogo i membri di una casta sacerdotale persiana (in
seguito anche babilonese) che si interessava di
astronomia e astrologia. Potremo meglio nominarli:
studiosi dei fenomeni celesti.
Nell'antica tradizione persiana i Magi erano i più
fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro e custodi
della sua dottrina che secondo il Vangelo di Matteo
giunsero da oriente a Gerusalemme per adorare il
bambino Gesù, ovvero il re dei Giudei che era nato.
I Magi provenienti da oriente, ovvero dalla Persia,
furono, quindi, le prime figure religiose ad adorare
il Cristo, al quale presentano anche dei doni
crismali.
La stella cometa dei Re Magi
"La stella, veduta dai Magi,
secondo l'opinione più probabile, dedotta dalle sue
caratteristiche, era una meteora straordinaria,
formata da Dio espressamente per dare ai popoli il
lieto annunzio della nascita del Salvatore"
Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono
state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una
cometa, una 'stella nova', una sovrapposizione di
satelliti.
Non si può neppure pensare ad
una 'stella nova', bagliore prolungato emesso da
corpi celesti invisibili al momento della loro
esplosione. Infatti nell'area di Gerusalemme non ne
comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia
Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per
la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da
Keplero: "Di tutte le spiegazioni possibili la più
probabile rimane quella, in qualche modo accettabile
sulle fonti, secondo cui si è trattato di
un'insolita posizione di Giove, l'antica
costellazione regale. L'astronomia antica si è
occupata dettagliatamente della sua comparsa in un
preciso punto dello zodiaco e l'ha identificata, sul
grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale
molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era
importante soprattutto per gli avvenimenti della
storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno
erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta
più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del
dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni
sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e
di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco
aveva certamente un significato tutto particolare.
La ricerca più recente si lascia condurre dalla
fondata convinzione che la triplice congiunzione
Giove-Saturno dell'anno 6/7 a.C. ai confini dello
zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e
quello dell'Ariete, deve aver avuto un enorme
valore. Essa risulta importante come una 'grande'
congiunzione e, in vista della imminente era del
messia (o anche età dell'oro), mise in allarme
l'intero mondo antico".
L'Epifania e la Befana nel mondo:
Befana ed
Epifania in Spagna
Il 6
gennaio tutti i bambini spagnoli si
svegliano presto e corrono a vedere
i regali che i Re Magi hanno
lasciato. Il giorno precedente
mettono davanti alla porta un
bicchier d' acqua per i cammelli
assetati e anche qualcosa da
mangiare e una scarpa.
In molte città si tiene il corteo
dei Re Magi, in cui i Re sfilano per
le vie cittadine su dei carri
riccamenti decorati.
Befana ed
Epifania in Francia
Nel
giorno dell' epifania si usa fare un
dolce speciale, all' interno del
quale si nasconde una fava. Chi la
trova diventa per quel giorno il re
o la regina della festa.
Befana ed
Epifania in Russia
La
chiesa ortodossa celebra il Natale
il 6 gennaio. Secondo la leggenda i
regali vengono portati da Padre Gelo
accompagnato da
Babuschka ,una simpatica
vecchietta.
Befana ed
Epifania in Germania
Questo è
il giorno della venuta dei Re Magi.
Spesso i preti e i chirichetti vanno
nelle case per chiedere delle
donazioni e recitano solitamente
anche qualche Verso o intonano una
canzone sacra. Le persone di
religione cattolica si recano in
chiesa, a messa, ma in Germania il 6
Gennaio non è un giorno festivo, si
lavora come solito e i bambini vanno
a scuola.
Befana ed
Epifania in Islanda
Il 6
gennaio viene chiamato il
tredicesimo, perchè da Natale fino a
questa data trascorrono 13 giorni.
Questo è l'ultimo giorno del periodo
festivo nel quale si dice addio al
Natale. Si inizia con una
fiaccolata, alla quale partecipano
anche il re e la regina degli elfi.
A metà strada arriva anche l'ultimo
dei Babbo Natale, il tredicesimo (
il primo Babbo Natale arriva l' 11
dicembre e poi ne arriva uno ogni
giorno fino a Natale, poi dal 25
dicembre in poi ne va via uno al
giorno). La fiaccolata finisce con
un falò e con dei fuochi d'
artificio.
Befana ed
Epifania in Ungheria
Il
giorno dell' epifania i bambini si
vestono da Re Magi e poi vanno di
casa in casa portandosi dietro un
presepe e in cambio ricevono qualche
soldo.
Befana ed
Epifania in Romania
La festa
dell' epifania rappresenta la venuta
dei Re Magi ed è un giorno festivo.
Ancora oggi in alcuni paesi i
bambini vanno lungo le strade e
bussano alle porte per chiedere se
possono entrare per raccontare delle
storie. Di solito come compenso
ricevono qualche spicciolo. Anche i
preti vanno di casa in casa per
benedire le case.
I Re Magi
Si credeva, in
Oriente, che un nuovo astro apparisse in
cielo ogni volta che nasceva un grande Rè. A
confermare e legittimare la sua sovranità
erano i Magi, grandi
saggi e alti sacerdoti che, per la loro
sapienza e la capacità di trarre auspici e
interpretare gli eventi, godevano di grande
influenza politica e religiosa. La luce di
una cometa, mai vista prima, guidò i Magi
dal Bambino ed essi lo adorarono e lo
riconobbero come Uomo, Rè e Dio.
A lui offrirono tré doni:
oro (simbolo
regale), incenso
(che si offre alla divinità) e
mirra (usata per
l'imbalsamazione perché preserva il corpo
umano dalla corruzione). Cosi fu manifestata
la triplice natura del Messia e tutto il
mondo conobbe il prodigio di quella nascita.
Attesi come portatori di doni, venerati,
amatissimi, i Magi diedero origine a scritti
apocrifi e leggende che un carmelitano,
Giovanni da Hildesheim, intorno al 1360
raccolse e ordinò nello scritto Storia dei
tré rè. Infiniti i
racconti che li riguardano, dotte le
dissertazioni. Chi erano, quanti, da dove
deriva il loro nome, qual'è la loro
simbologia...
In realtà l'unico testo canonico che abbiamo
su di loro è il secondo capitolo del Vangelo
di Matteo. Altro, di certo, non sappiamo. Ma
tanto ci basta per disporre intorno alla
greppia, ogni sei gennaio, tré esotiche
statuine di terracotta o cartapesta,
riccamente vestite e accompagnate da
cammelli. Vi resteranno solamente poche
ore... tutto sta per concludersi... e
tuttavia solo cosi si completa la festa.
Infine arriva l'Epifania, una delle
principali feste cristiane la cui
celebrazione cade il 6 gennaio.
Nata in Oriente per commemorare il battesimo
di Gesù, l'Epifania fu successivamente
introdotta in occidente dove assunse
contenuti religiosi in parte diversi, come
la celebrazione delle nozze di Cana e il
ricordo dell'offerta dei doni dei magi nella
grotta di Betlemme; quest'ultimo aspetto ha
poi finito per prevalere, sovrapponendosi a
precedenti tradizioni folcloristiche.
I magi erano un gruppo di personaggi che,
guidati da una stella, arrivano dall'oriente
per rendere omaggio a Gesù appena nato a
Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra.
Successivamente vennero indicati come "re"
e il loro numero venne fissato a tre, con i
nomi di Melchiorre,
Gaspare e Baldassarre.
Questa festa ha determinato il nascere della
figura della befana distributrice di doni
che da un supplemento di regali ai bambini,
e fa terminare questo ciclo di
festeggiamenti: il giorno dopo si iniziano a
spegnere le luci, a disfare gli addobbi, e
ci si prepara ad affrontare il Carnevale e
San Valentino.