Progetto Primaluna

FARAGLIONE DEI CICLOPI - FRA CULTURA E LEGGENDA

L'inverno brumoso e cupo era trascorso e la primavera esplodeva con l'impeto
di un amore adolescente. Come in un sogno cullato nei nostri cuori ci
trovammo nella baia di Acitrezza in un contrasto magico di colori tra il
verde smeraldo del mare, il bianco brillante dei pendii innevati dell'Etna
con la sua vetta scura e fumante incorniciata da un azzurro esagerato del
cielo.
In questo paradiso creato apposta per sedurre gli occhi, lo spirito e
l'immaginazione, fummo immersi , fra il profumo dei fiori e il canto del
mare, nella realtà dell'isola dei Ciclopi - fra cultura e leggenda -.Infatti
si narra che Aci fosse un pastore siciliano; amato da Galatea e sorpreso con
lei dal Ciclope Polifemo suo rivale in amore, sarebbe stato schiacciato dal
Ciclope contro una parete dell'Etna. Aci per intercessione di sua madre
"Ninfa Simetide" fu trasformato da Posidone "padre di Polifemo" in un fiume
e Galatea per star vicino al suo bene si fece mutare in sorgente di quel
fiume. Secondo la leggenda omerica alla sua foce approdò Ulisse. Anche
contro di lui si sarebbe rivolta l'ira di Polifemo il quale avrebbe
scagliato contro le sue navi i giganteschi macigni che ancora oggi emergono
dal mare davanti ad Acitrezza.
Estasiati da tanta bellezza io I5GWO, Giacomo IW5DOH e Fausto IW5DIP ultima
preziosa unità aggregata al team expedition montagna pistoiese, gentilmente
accompagnati dalla Sig.ra Elisa che preserva e tutela i cobaltici
faraglioni, ci arrampicammo sulla roccia alla ricerca di una favorevole
logistica che ci desse sicurezza per poter trasmettere. Mentre Giacomo e
Fausto con non facili acrobazie cercavano di agganciare la gloriosissima
"W3DZZ" conservata da oltre venti anni come una reliquia, io curavo i
piccoli particolari di alinentazione; a garanzia di "short skeep" fu
aggiunto anche un dipolo per i quaranta metri. Una piccola madonnina in cima
al faraglione sembrava guardasse compiaciuta le operazioni che fervevano con
grande tempismo e abilità. Dopo il fatidico OK , il soffio del TS 440 unito
alla gioia di tutti noi si fece realtà ma dopo un primo contatto tutto si
ammutolì e l'incredulità e lo scetticismo si aggiunsero allo stupore. Gli
inconvenienti negli apparecchi sono una cosa normale ma quando hai fatto
chilometri e sacrifici e sei sopra ad uno scoglio le cose sono molto più
complicate ma senza perdersi d'animo Giacomo e Fausto ripresero lo slalom
acrobatico fra le rocce per vedere cosa non andasse e, fortunatamente con
maestria e coraggio, dopo poco eravamo in grado di riprendere le
trasmissioni - EU 166 Faraglione dei Ciclopi - era attivata. Ci fu una
grande richiesta, il pilup premeva ma, esperti di analoghe situazioni,
facemmo fronte con un buon ritmo e disinvoltura. La propagazione molto
variabile fu generosa e dopo un grande lavoro europeo collegammo America,
West-Cost ed altri Country molto ambiti. Giacomo attivò i 144 ma per
l'infelice ubicazione e i modesti mezzi a disposizione non ebbe i risultati
sperati ma fu ugualmente soddisfatto per i pochi ma validi collegamenti.
Giunti alla sera il vento increspava le onde e velocemente fummo costretti a
rientrare e nel breve tratto di mare che ci separava dal porto il nostro
pensiero andava a chi aveva profuso il suo
impegno per la realizzazione di questa piccola spedizione: il Prof. Messina
dell'Università di Catania sezione di biologia marina e U.I.C. di Pistoia,
ma il mio ringraziamento particolare va a Giacomo e Fausto che con la loro
amicizia mi hanno dimostrato la più bella espressione di un sentimento che
da all'anima quel calore senza il quale alla vita mancherebbe la gioia di
vivere.

I5GWO PAOLO

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