Progetto Primaluna

Per te, mio piccolo angelo, null’altro ho potuto fare che scrivere queste semplici parole, messe insieme nella più profonda disperazione ad un anno di distanza dal giorno in cui qualcuno ha deciso di portarti via da noi per averti a Lui vicino.
 
La mia primavera
 
Come la farfalla, che nella sua effimera vita vola
e va disegnando, con le morbide ali tra i profumati fiori,
colorati cerchi nell’aria ad annunciar la primavera,
ma ignara dell’ombra del corvo che volteggia su lei
 
anch’io conobbi le mitezze della dolce stagione,
fatta d’amori e di gioie, di vento tra i capelli e di sorrisi,
di piaceri e di grandi, immense amicizie.
Anch'io come lei non alzai lo sguardo mai,
nella mia breve, intensa primavera,
verso il falco minaccioso librato su di me.
 
Come la farfalla, che vola leggera tra le foglie,
invidiata dagli occhi rapiti di un bimbo,
ma troppo impegnata a seguire il naturale obbligo
di render più bello e piacevole il mondo
per aver sentore della piccola rete che la vuol fermare,
della piccola mano che la vuol catturare
 
anch'io non mi guardai le spalle
e vissi ogni giorno, ogni istante
come se fosse il primo, l'ultimo.
Anch'io partecipe fui di quel disegno,
troppo bello per durare nel tempo
troppo bello per durare una vita.
 
La mia primavera non divenne estate
perché la grande rete, mossa dal destino,
volle fermato il mio volo in un tiepido giorno di maggio.
 
La mia primavera non diverrà estate
perché qualcuno mi volle farfalla
per farmi volare tra i fiori nascosti del cielo,
per farmi volare a te vicino ogni giorno.

Franco Ciacci

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