
Progetto Primaluna
DI LÀ DALLA SIEPE
Il vecchio Beppe giardiniere era un buonissimo uomo, con tanto di cuore.
Raggranellava, per esempio, quattro soldi per farsi un vestito, o per comprare
qualche oggetto di casa, o per goderseli in una giterella con gli amici? Gli
capitava invece un povero, e lui pronto, glieli dava, senza nemmeno pensarci
un minuto. «Quello ne ha più bisogno di me,» - diceva: «ed io, intanto, butto
un'altra mela di là dalla siepe.»
«Che vuol dire cotesto discorso?» - gli domandò una volta un amico.
«Vuol dire che a invecchiare s'impara ogni giorno qualche cosa; ed io, questa,
l'ho imparata da una birba di ragazzo che poteva aver dieci anni a dir molto.
Sai quel melo ch'è quasi nel mezzo del mio orto, a due passi dagli alveari?
Un giorno, ch'era tutto carico di mele grosse e rosse, giusto come ora, vidi
dietro al cancelletto un branco di ragazzi, che stavano lì a guardarlo a
bocca aperta. Giù, in terra, sul pratello, c'era una quantità di mele cadute,
di quelle che la mia vecchia adopra per la conserva; e quei figliuoli se la
mangiavano con gli occhi. Io, che a far contenti i ragazzi ci godo, li chiamo
dentro e dico loro: Mangiate quante mele volete, di queste del prato, ma
ricordiamoci: mangiarne, sì; portarne fuori, no, nemmeno mezza: se no, sono
santi scapaccioni! Quelli non si fanno pregare, e - ventre mio, fatti
capanna! - mangiano allegramente. Uno, però, ce n'era, che pensava al poi; un
rossino, con un musetto di volpe, più furbo degli altri: e che ti inventò? Di
buttare, ogni tanto, così, senza parere, una mela di là dalla siepe. Non era
mica pensata male, badiamo: "questo, diceva lui, non è portarle fuori, ma di
fuori poi le ritrovo e me le raccatto." A me, che vuoi? gli indiscreti non
son mai piaciuti; e per ciò lo presi per un orecchio e lo cacciai di là dalla
siepe anche lui, e nell'orto non ce lo volli più. S'era condotto male verso
chi voleva fargli piacere e non meritava di essere invitato più. La sera,
però, fumando la mia pipa lì, sull'uscio, pensavo: Tante belle e buone cose
ci sono al mondo, e noi possiamo ammassarle e goderne per tutta la vita; ma
quando ce ne andiamo, di là non possiamo portar nulla, proprio come questi
ragazzi con le frutta dell'orto. All'ultima ora, non ritroveremo se non quel
po' di bene che avremo saputo fare al nostro prossimo. E però, quand'ho la
fortuna di poter aiutare qualcuno più bisognoso di me, faccio conto di aver
buttata una mela di là dalla siepe, per ritrovarla poi, all'ultimo.
[ da "le novelline" di Cristoforo Schmid, trad. Maria Pezze' Pascolato ]