E se riuscissi ad essere
forza che scruta l’orizzonte
tra voci cadute in errore
che indicano soltanto
spazio e confine
avvolti da nebbie
Se soltanto mi appigliassi
all’ultimo sperone di roccia
per scalare le vette
dell’ignoranza e dell’ego
Sarei ora aquila
padrona del cielo
senza inesorabili cadute
nel fango dell’oblio
che porta lontano
il senso del cammino